Sarà una banalità, le cose che cerchi le trovi solo quando smetti di cercarle.
Si però, dico io, prima devi averle cercate, altrimenti nemmeno ti accorgi che sono arrivate.
Grazie a Bondi e Vanni, abili districatori di frequenze e cavi, parte del gruppo è stato chiamato a registrare le musiche per una produzione cilena.
La vida de los peces ci ha messo a dura prova.
Poco tempo a disposizione, poco tempo per studiare i pezzi, 10 ore non stop di registrazione, ma una grande volontà di affrontare la sfida.
La sessione alla fine è andata bene, produttiva. Diego, il compositore, si è rivelato molto esigente, come è giusto che sia per chi vuole fare le cose fatte bene.
Le take dell’ultimo brano sono state le più emozionanti per me.
Iniziate alle 20.30, quando ormai le tensioni erano sciolte ed il clima del film mi aveva preso, è andata avanti per un’ora e mezza.
Una traccia malinconica da incidere con il contrabbasso, le scene del film erano quelle di un addio.
Il contrabbasso vibrava morbido ed in cuffia il suono era favoloso. Davvero una grande emozione.
Devo dire che la malinconia di quei pezzi me la sono portata appresso per 3-4 giorni.




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